Cara amica, ti scrivo…

Voglio prendermi un piccolo vantaggio sul fiume di parole che ci travolgerà nel momento in cui ci rivedremo. Perché è passato così tanto tempo dal nostro ultimo incontro che basteranno un sorriso e un ciao per aprire la diga; rovesceremo sul tavolo le nostre borse di discorsi e argomenti, stracolme e incasinate come solo le borse delle donne sanno essere. Apriremo mille parentesi tonde, dentro parentesi quadre, dentro parentesi graffe, senza mai riuscire a chiuderne una, trascinate da associazioni, assonanze, anagrammi e cambi di iniziale, in un infinito gioco al bersaglio. E nel fragore di questa cascata ho paura che la mia voce si perda, rimanga sempre un passo indietro, incapace di entrare a tempo con la corda che gira.

Per questo mi affido alla scrittura, per non ritrovarmi, poi, nella mia stanza, a pensare: no… non le ho detto che… mi son dimenticata di… dovevo raccontarle… chiederle…
Vorrei poterti dire tutto, soprattutto ciò che è importante, sottolinearlo ed evidenziarlo all’occorrenza, salvarlo dalla nostra convulsa conversazione, aggirando gli ostacoli che la mia scarsa e reticente eloquenza incontra ogni volta. Vorrei…

Quindi scrivo.

Innanzitutto auguri, congratulazioni, complimenti. Scusa. Per tutti i compleanni, le feste e le ricorrenze a cui non son stata presente; per le occasioni, speciali e non, che mi son persa, per quelle che mi sto perdendo e per quelle che mi perderò. Il fantasma dei Natali futuri è venuto ad agitare anche i miei sonni; so già cosa mi aspetta. Ci vediamo troppo poco, è vero, e la colpa è mia. Ho inanellato una catena di laconici “oggi no” che rischia di spezzarsi da un giorno all’altro. La distanza tra di noi cresce in modo proporzionale all’aumentare del mio tempo libero. Assurdo, no? Ho persino difficoltà a scegliere un regalo che possa piacerti, perché chissà se i tuoi gusti sono sempre gli stessi o son mutati anche loro, col tempo. Potresti aver cambiato religione, sport, musica, film, colore preferito, nel frattempo, senza che io ne venissi a conoscenza. Per me va bene, ma non vorrei che nel rinnovamento delle tue preferenze ci finisse anche la nostra amicizia. Perché certi pensieri, sentimenti, paure, sono così scomodi e dolorosi che talvolta si fa fatica persino a scriverli su questo caro foglio bianco. E così il distacco aumenta, e a me non va giù. Mi piace pensare che esistiamo e resistiamo nonostante il passare del tempo e del mio carattere scostante; che ci siamo, anche lontane e in mezzo a un silenzio assordante.

Io ci ho sempre creduto e ci credo ancora… e tu?

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