Weekend: variazioni sul tema.

Nell’elenco delle idee più brillanti per trascorrere un fine settimana alternativo, entra di prepotenza in classifica, al centesimo posto, il campeggio in montagna: 24 ore into the wild, una giornata intera con gli amici, a soli dieci chilometri dalla civiltà eppure anni luce lontani dal mondo; senza cellulari, senza Ruzzle, senza un comodo giaciglio, senza acqua calda e senza piumone in una fredda serata d’aprile. Solo voi, un bosco, un fiume, una tenda, e chili di vettovaglie da sfamare un reggimento. Un’esperienza unica che contribuirà a risvegliare lo spirito da giovani marmotte da tempo sopito, rinsalderà il rapporto coi vostri compagni di avventura, renderà più forte l’amicizia che vi lega, formerà i vostri caratteri, vi regalerà emozioni indimenticabili e meravigliosi ricordi da tramandare ai nipotini.

Sempre che sopravviviate.

Scoprirete come piazzare le tende, ma soprattutto levarle, sia uno straordinario strumento di coesione sociale. Niente unisce un gruppo più della scelta del luogo adatto ad accogliere i miseri giacigli (a parte la scelta del menù e stilare l’elenco delle cibarie indispensabili alla sussistenza).
Liberare le spalle dal carico degli zaini e respirare a pieni polmoni all’arrivo nell’ameno quadretto di natura incontaminata da cui siete stati catturati, preparare il terreno dissodandolo dalle pietre più spigolose, dimenticarne senza dubbio qualcuna che si conficcherà con ferocia nella vostra schiena durante la notte; costruire assieme quello che sarà il vostro riparo per la gelida notte e vederlo pian piano prendere forma, ammirare la croce di asticelle sollevarsi a formare la preziosa cupola, piantare finalmente i picchetti, tutto ciò vi farà provare una gioia indescrivibile.

Una volta sistemate le tende potrete finalmente gustare appieno la bellezza del luogo e la piacevole compagnia degli amici. Non troppo a lungo però, perché la vita della montagna è dura, l’ora del crepuscolo si avvicina minacciosa e bisogna preparare il fuoco prima dell’arrivo delle tenebre. Un’ottima occasione per mettere alla prova il vostro spirito d’adattamento e sopravvivenza, nonché un’attività che riporterà alla luce l’ancestrale divisione dei ruoli tra l’uomo e la donna.

Così, mentre le femmine del gruppo si prodigheranno per recuperare la legna necessaria a riscaldare le stanche membra dei propri compagni, i maschi, di rientro dalla caccia nella borsa frigo, inizieranno ad arrotolare e infilzare con precisione i rotoli di salsiccia che sfameranno il gruppo di giovani escursionisti. Più tardi, con gli ultimi raggi di sole che spariscono dietro le cime dei monti, gli animi e gli stomaci sazi, la comitiva riunita attorno al fuoco, seduta su comodissimi massi, potrà godersi il meritato riposo, e dedicarsi alle tipiche attività da campeggio, quelle che solitamente si svolgono quando a casa manca la corrente, non si può guardare la tv o la play station è fuori uso. La conversazione brillante la fa da padrona. I classici racconti del terrore e gli scherzi goliardici faranno da contorno alla vostra nottata sotto le stelle.

Arrivata la mezzanotte la stanchezza inizierà a farsi sentire. Il fuoco ormai è spento; è giunto il momento di ritirarsi, ognuno nella propria tenda. Bisogna dormire perché quella che viene sarà un’altra dura giornata. Il programma è già stabilito: risveglio muscolare, colazione, escursione e poi, ancora, legna da cercare, fuoco e pranzo da preparare. Quindi si spengono le torce, si abbassano i toni e ci si abbandona al sonno lasciandosi cullare dai rumori della notte: il fiume che scorre, il vento tra gli alberi, il verso degli insetti e di migliaia di uccelli notturni, e il familiare russare dell’amico nella tenda accanto.

Al risveglio, con le batterie ricaricate da quell’ottima e unica ora di sonno non tormentata dal freddo, dal duro terreno e dai rumori del bosco, sarete in grado di affrontare un’altra avventurosa giornata. Dopo un’abbondante colazione preparerete i bagagli, pronti ad andar via di corsa non appena quelle nuvole che incombono ad ovest arriveranno sulle vostre teste. Riporre la tenda nell’apposito sacchetto che la conteneva la sera prima sarà un test durissimo per i vostri nervi. Le coppie più solide potrebbero subire un brutto contraccolpo da questa esperienza, nota come una delle principali cause di separazione.

Se riuscirete a superare questo ostacolo mantenendo i nervi saldi, senza farvi accecare dall’ira, potrete, poi, dedicarvi animo e corpo all’emozionante escursione condotta dagli impavidi uomini del vostro gruppo. Ben dieci minuti di duro cammino vi porteranno alla scoperta di un suggestivo laghetto, incorniciato da miriadi di margheritine bianche e circondato da imponenti montagne rocciose. Dopo l’immane fatica, avrete già la testa orientata al meritatissimo pranzo: penne all’arrabbiata, spiedini, bistecche…

Se sarete fortunati, però, la prima goccia di pioggia arriverà presto a servirvi, su un vassoio d’argento, l’occasione migliore per abbandonare senza sensi di colpa il campo e tornare alle vostre case confortevoli; gusterete, così, il delizioso pranzetto comodamente seduti a tavola ma con la coscienza a posto, con gli animi gonfi di orgoglio per l’impresa compiuta, le difficoltà affrontate e i pericoli scampati; con una virtuale medaglia al valore appuntata al petto dal Gran Mogol, degni discepoli di Bear Grylls.

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2 risposte a Weekend: variazioni sul tema.

  1. Bella senza trucco ha detto:

    Wonderful

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