Morale della favola.

Se esci con un’amica per una semplice passeggiata, a guardare le vetrine per puro svago, senza nessun acquisto impellente da fare tipo l’abito per il matrimonio dell’amico che si sposa tra due giorni; senza nessun obiettivo preciso come una giacchina grigio topo, di lana di Scozia, lunga, con le maniche a tre quarti, i bottincini di perla, lo scollo a barchetta, che andava tanto di moda l’anno scorso ma che hai deciso che ti serve proprio adesso, che non puoi farne a meno, per abbinarla a quei pantaloni nuovi che non hai ancora messo; se non hai nessuna di queste frustranti necessità e l’unico motivo per cui sei uscita è mangiare un gelato banana-nutella e fare quattro chiacchiere in compagnia, allora puoi star sicura che tornerai a casa con il portafogli più leggero e almeno una busta fra le mani.

Se poi la tua amica ha un fortissimo potere di persuasione, quello che otterrai non sarà solo un acquisto imprevisto, una banale t-shirt, una canottiera o un paio di calze di Hello Kitty. Potresti perfino ritrovarti con un paio di francesine col tacco; le stesse dei tuoi sogni da Amelie.

E non ci sarebbe niente di strano. Rientra tutto nelle consuetudini della vita delle donne, in quell’universo di manie che è fatto anche di occasionali attacchi di shopping convulsivo che porta a comprare cose inutili, ma assolutamente graziosissime, a pentirsene appena fuori dal negozio e a cercare di convincere gli altri di avere fatto un grande affare.

Già, niente di strano. Almeno fino quando non entro in scena io, la protagonista di questo quadretto di normalità. E all’improvviso la storia si fa ridicola e surreale.

Come in una puntata di Ma come ti vesti?!, o nella più banale delle commedie americane, in cui la ragazzina racchia diventa una strafiga non appena toglie gli occhiali e cambia pettinatura, (con me non funziona però) si scopre che la sottoscritta, sulla soglia dei 30 anni non ha mai indossato un paio di scarpe col tacco. L’amica, che veste i panni di una moderna Madrina di Cenerentola, un’amorevole figura materna col gene dell’eleganza di Enzo e Carla, prende a cuore le sorti della povera disadattata. Cerca di salvarla dal baratro della sciatteria, dal suo mondo di jeans e sneakers in cui per anni si è nascosta con la scusa che altrimenti sarebbe stata più alta del ragazzo (e non è bello), e la convince a imboccare una nuova strada, prima che il danno sia irreversibile.

Così la giovane Cenerentola, nella sua nuova veste glamour, aspetta il suo principe per una cenetta tet a tet con indosso le famose francesine col tacco (con la zeppa in realtà, per non rendere il cambiamento troppo traumatico, e scamosciate perchè il cristallo non va più di moda, a quanto pare).

Purtroppo però, per quanto romantica possa essere, la mia vita non è di certo una favola e i finali da sogno creati artificialmente in laboratorio, in natura non esistono. Vi dirò ciò che succede realmente, quello che le storie nascondono e che tutte le bambine dovrebbero sapere già dall’infanzia e che io ho scoperto a mie spese.

I tacchi sono una delle peggiori torture che l’uomo abbia mai inventato; che solo la cattiveria di un uomo può avere inventato.

La serata che doveva vedermi come elegante protagonista, sin dai primi passi è stata costellata da dolorissime strade scoscese e acciotolate; interminabili scalinate con scivolosissimi, insidiosi, infiniti gradini. I miei piedi hanno urlato pietà appena scesi dalla macchina e sembrava volessero uscir fuori direttamente dalla punta o sfondarle dalla suola. La camminata fiera e slanciata che ti danno come garanzia dell’acquisto é tanto falsa quanto le pillole per dimagrire. Le mie gambe rimanevano leggermente piegate, così come la schiena, e lo sguardo era sempre rivolto a terra. Il dolore misto alla paura di cadere, hanno fatto di me un fascio di nervi curvo su sé stesso.

Eppure, nonostante tutto, ero proprio soddisfatta; il brutto anatroccolo si era trasformato in cigno.

Potere della pubblicità ed ennesima vittima del consumismo.

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2 risposte a Morale della favola.

  1. Miky ha detto:

    Non ci credo!
    Devo vederti!
    😀

    • Laura ha detto:

      Non ti assicuro che la seconda volta sia esilarante quanto la prima, è stato uno spettacolo irripetibile. Son passata da zero a uno nella scala dell’esperienza e questo dato potrebbe influire notevolmente sul risultato 😀

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