Crampi!

Sembra un’imprecazione; e potrebbe anche esserlo, se lo meriterebbero, maledetti bastardi.

Vecchie conoscenze degli anni in cui massacravo i miei quadricipiti con lo spinning, quando, una notte sì e una no, piombavano senza preavviso, come il peggiore degli incubi o un rottweiler idrofobo, all’attacco dei miei polpacci, negli ultimi mesi sono tornati a tormentare le mie notti e a fare capolinea sui miei muscoli stanchi e assetati di Polase.

È da diverso tempo che studio il loro modus operandi, la loro ferocia e il loro sadismo mi sono ben noti; ho raccolto parecchie prove a carico dell’S.I.[1]; sono talmente esperta da riuscire a prevedere il loro prossimo colpo, posso intuire quando e dove agiranno di nuovo, eppure, purtroppo, non sono ancora in grado di fermarli e impedire che il misfatto si compia. Per questo, consci del loro potere, continuano ad agire indisturbati.

Entrano in azione sempre nel bel mezzo della notte, intorno alle quattro, quando il mio corpo è in piena fase REM. La loro crudeltà non conosce limiti. Di solito colpiscono nel momento di maggiore vulnerabilità, quando sono a pancia in giù. Il mio cervello, con le difese abbassate e intorpidito dal sonno, non capisce cosa stia succedendo; prima che riesca a mandare al corpo i giusti impulsi per farlo rigirare su se stesso e liberarlo dalla morsa delle coperte, che nel frattempo si sono schierate col nemico, il dolore è già penetrato lancinante nei muscoli.

Appena la mia mente riacquista un minimo di lucidità, provo ad applicare le regole base del manuale del calciatore. Rimbalzo sul letto come un pesce rosso fuori dalla sua palla di vetro e, divincolandomi dalle coperte, cerco di afferrare la punta del piede e distendere la gamba, ma fitte lancinanti mi trafiggono con maggiore intensità e l’unica cosa che posso fare è lamentarmi in silenzio, piede tra le mani, gamba piegata, ginocchio al petto; mentre il polpaccio continua ad accartorciarsi tra spasmi di dolore.

La situazione si fa ancora più tragica quando gli infami decidono di lavorare in coppia, su entrambi i muscoli contemporaneamente, rendendo ancora più ridicolo il mio tentativo di soccorso: mani sui piedi, gambe che tendono a divaricarsi ma continuano a rifiutarsi di distendersi, e sofferenze crescenti.

Ultimamente però qualcosa nello schema classico è cambiato; il soggetto, forse sentendosi braccato, si è fatto ancor più efferato e, accecato dalla rabbia, agisce in modo imprevedibile.

Non si limita più, semplicemente, a colpire i polpacci coperto dal favore delle tenebre; può attaccare a qualsiasi ora del giorno e qualsiasi parte del corpo. Nell’ultimo mese si son registrati due ferocissimi casi di crampi ai piedi, mai visti finora. Il secondo ha avuto luogo su entrambi i miei piedi, in spiaggia, appena uscita dall’acqua. Sospetto che sappiano che non so nuotare, e che l’intento fosse quello di uccidermi perchè ormai so troppe cose sul loro conto. Questa volta hanno mancato il bersaglio per pochi minuti, fossi stata ancora in acqua sarei affogata in mezzo metro.

Per questo lancio un appello alle autorità: non c’è più tempo da perdere, bisogna fare qualcosa per fermarli, adesso, bisogna spezzare questa catena di atrocità, impedir loro di agire di nuovo, o prima o poi ci scapperà il morto.


[1] Soggetto Ignoto. Se non avete idea di cosa stia parlando andate a guardarvi qualche puntata di Crimanal Minds.

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6 risposte a Crampi!

  1. Laura ha detto:

    😃😃 in attesa di Alessietto in piena notte..spessissimo…aia…

  2. Cinzia ha detto:

    Grande 🙂 a me vengono molto frequentemente…sia ai piedi di giorno sia durante la notte..maledetti!!!!

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