Tempo di addii

Nelle ultime settimane mi sono ritrovata a fare il conto alla rovescia, a spuntare i giorni sul calendario, sul muro, come un carcerato che sta per scontare la pena e brama la sua libertà. E finalmente oggi, sebbene alla chiusura ufficiale manchino ancora due giorni, posso dire: “Ragazzi, è finita, la scuola è finita!”

La mia ultima volta in un’aula di liceo risale al tre luglio duemiladue ma non credo di avere mai agognato tanto la chiusura della scuola come quest’anno.

Sarete contenti, voi, ragazzini, adolescenti, teenagers maledetti, ma io lo sono altrettanto.

Per tre mesi non vedrò più le vostre odiose facce, non sentirò più i vostri discorsi idioti e non assisterò più alla vostra quotidiana, ridicola ressa di spintoni all’aprirsi delle portine.

Ci tengo però a salutare alcuni dei soggetti umani, dei personaggi, che in questi mesi hanno, in un certo qual modo, lasciato traccia della loro esistenza nella mia memoria.

In particolare vorrei dire addio al gruppo delle quattro amichette del cuore, il club del libro di Anna dai capelli rossi, dalle maniere apparentemente gentili ma astute come iene. Non so come facessero, ma ogni mattina loro erano lì, in prima fila, pronte ad accaparrarsi i soliti quattro posi, neanche li avessero riservati.

Un saluto anche all’innamoratissima coppietta di quindicenni. Avevo scommesso, e sperato, che la loro rottura sarebbe giunta prima della fine della scuola ma, con mia somma delusione, ho perso. Ho continuato a vederli sbaciucchiarsi fino all’ultimo. Fino alla nausea.

Invece, per i due ragazzini dall’abbigliamento stravagante, sul moderno anni ’70, a metà strada tra Happy days e O.C, avevo fatto il tifo. Per quasi tre mesi li ho visti stare ai lati opposti del pullman, un giorno avvicinarsi, il giorno dopo lui salutare lei con un bacio sulla guancia, il terzo giorno viaggiare seduti a fianco, un auricolare per uno con chissà quale musica come colonna sonora, il quarto giorno, di nuovo come due estranei, ai lati opposti del pullman. Cosa sarà successo? Lo vorrei tanto sapere. Addio anche a voi.

Addio alla ragazzina dal muso lungo, perennemente arrabbiata, non le ho mai visto fare un sorriso, né scambiare parola con qualcuno. Addio ai ragazzi con le gambe depilate più lisce delle mie e a quelli con le pettinature assurde che Beckham e Balotelli in confronto non sono nessuno. Addio anche allo stronzetto che pretendeva di tenere occupato un posto col suo zaino, per l’amico che saliva cinque fermate più avanti. Che pena quegli adulti che non osavano chiedergli di toglierlo e si facevano tutto il viaggio in piedi. C’era anche la simpatica versione femminile che occupava il posto a fianco con la borsa e quello di fronte coi suoi piedi.

Addio alle Bratz, tre piccole prostitute come quelle bambole dalla testa grande ma vuota, i vestiti da battone e il corpo sproporzionatamente piccolo; capitanate dalla più piccola, ma evidentemente più stronza, del gruppo: un metro e quaranta scarso per trenta chili di peripatetica.

Un caro saluto va, invece, all’enorme ragazzo giapponese che studiava complicatissimi esercizi di matematica fisica o chissachè, e sembrava uscito da un manga. Non era né un adolescente né un maleducato e già questo bastava perché avesse tutta la mia stima. Ma è stato nel momento in cui mi ha urtato, involontariamente, per colpa di una brusca frenata del pullman, che è diventato il mio idolo. In quel preciso istante, infatti, mortificato, senza proferir verbo, ha abbassato la testa e alzato l’indice come a dire: “Sono stato io, dammi pure fuoco se vuoi”. Tu sì che mi mancherai.

Per tutti gli altri, vorrei davvero tanto che fosse un addio, senza rancore, ma ho la brutta sensazione che si tratti solo di un misero arrivederci a settembre.

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2 risposte a Tempo di addii

  1. iMik85 ha detto:

    Come è abitudine dire nei migliori salotti parigini: “Meglio a te che a me”!
    Nel senso che adesso questo branco di bestie me lo ritrovo io in pullman, un’ora dopo, con tutto l’armamentario da spiaggia (asciugamano e pallone) mentre io vado a studiare in facoltà! Tornerà Settembre!
    È una promessa!!!

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