Attualità

Qualcuno mi ha detto: “Parli sempre di te. Perchè non provi a scrivere un articolo di attualità?”

Attualità.

Mai fatto.

Per la mia penna, esistono solo il mio mondo e io, e questo mondo, a quanto pare, non concepisce l’attualità. Non è che non mi preoccupi, non mi informi, non mi tenga aggiornata o resti indifferente davanti a ciò che accade intorno a me, al di fuori della bolla di sapone in cui vivo.

È che non ho mai trovato nelle notizie da prima pagina qualcosa che mi invogliasse a dire la mia per iscritto, con i miei modi, la mia ironia, le mie iperboli. Come se la mia forma non si adattasse a quei contenuti. Non compatibile.

Quella domanda, però è entrata come un tarlo nella mia testa. Mi ha tormentato per giorni, l’ho affrontata come una sfida, o un problema personale.

Non ne sono capace o non mi sono mai impegnata abbastanza per farlo?

Ho iniziato a navigare tra i quotidiani on line in cerca di qualche spunto. Volevo vincere.

Potrei parlare delle borse e dello spread, di btp e bund. In fondo il ftsemib mi ha sempre affascinato. Forse un po’ troppo impegnativo come primo articolo non autoreferenziale, anche considerando che non so niente di economia, e probabilmente ne verrebbe fuori un testo molto altalenante, alla deriva tra i continui su e giù della finanza italiana. E io soffro il mal di mare.

Forse dovrei affrontare il tema spinoso (questa espressione devo averla copiata da Ballarò) della riforma del lavoro, delle pensioni, degli esodati, dell’aumento dei suicidi per colpa della crisi. Questo si che è d’attualità. Ma come si fa a non entrare in un vortice depressivo al solo nominare l’argomento. Io scrivo per evadere dalla realtà, per esorcizzare i fantasmi, per trovare il bello nella semplicità, non perchè aspiro a intraprendere un ciclo di sedute di psicanalisi.

Trovato. Potrei scrivere di Renzo Bossi, della sua famiglia, della Lega, della Padania. Gli argomenti non mancarebbero. E quanto sarebbe facile ironizzare sul Q.I. del trota, sui titoli di studio comprati, su Roma Ladrona, sugli investimenti in Tanzania. Addirittura troppo facile, cadrei di sicuro nel plagio o nell’impossibilità di dire qualcosa di nuovo sull’argomento.

E a dirla tutta non sono nemmeno sicura che la Lega si possa definire di attualità. Credevo che delle guerre di secessione se ne occupassero i libri di storia, e di ampolle con acqua di fiume benedetta e cerchi magici i libri di Tolkien e Rowling.

Poi leggi che (fino a poco fa, non nel 1600 o nella terra di mezzo degli Hobbit) i tuoi soldi di onesto cittadino contribuente venivano impiegati per pagare auto e multe di un adolescente analfabeta che è, oltretutto, non mi spiego come, consigliere regionale in Lombardia e che prende al mese quello che prendo io in tre anni; la sua laurea, le ristrutturazioni della casa della Bossi Family, il loro dentista, gli interventi estetici e chissà cos’altro. Al peggio non c’è mai fine. E allora ripiombi tristemente dalla favola alla realtà, dalla leggenda alla cronaca, alla sgradevole, gretta, ignobile, misera, attualità.

E capisci perchè non ne hai mai voluto parlare, perchè, almeno in questo spazio bianco, hai sempre voluto evitare l’argomento.

Per evitare di sentire un perenne senso di impotenza, di delusione, di inutile indignazione. Ma soprattutto per salvaguardare fegato e mente: non posso attingere a soldi pubblici, io, per farmeli risistemare dai medici.

E poi l’eccesso di bile mi da un colorito verdastro che non mi dona per niente.

Io ci ho provato. Attulità batte Laura 1 – 0

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3 risposte a Attualità

  1. Michela Corrias ha detto:

    mi ricordi tanto Carrie…mi piace il tuo modo di scrivere…dovresti approfondire questa tua capacità comunicativa così diretta e spontanea divertente e mai scontata! I Love it

  2. Paolo Secondini ha detto:

    Parlare di sé non vuol dire estraniarsi da quanto si verifica o accade intorno a noi, dacché si è peculiarmente inseriti in un contesto socio-economico-culturale che, in un modo o nell’altro, influisce sul nostro modo di pensare, essere e agire. Io credo, dunque, che parlando di sé si parli, per quanto indirettamente, anche di attualità, benché in senso lato.

    • Laura ha detto:

      Il suo punto di vista pare quasi un tentativo di addolcirmi la pillola, grazie. Ad ogni modo continuo a vedere ben poca attualità in quello che scrivo, ma non per niente sono anacronistica.

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