Cose che cambiano

La sveglia. Alzarsi alle sei cinque giorni su sette e svegliarsi comunque alle sei i restanti due giorni perchè l’essere abitudinaria è un tratto genetico ereditario e insito nel mio dna, e il mio orologio biologico è troppo stupido per distinguere un martedì da un sabato.

I viaggi in pullman. In realtà, più che un cambiamento, un ritorno. Le dinamiche restano le stesse di quando io stessa ero una studentessa: lotta per i posti a sedere, gente ammassata, cattivi odori. Ciò che cambia è la mia prospettiva e il mio punto di vista.Totale intolleranza con tendenza all”odio. Mi innervosisco per una coppietta di quattordicenni che ogni giorno, immancabilmente, mi ritrovo sotto gli occhi, loro sempre seduti, io sempre in piedi, e che trascorre quella che per me è un’interminabile mezzora a sbaciucchiarsi senza sosta, e mi ritrovo a scommettere sulla data della loro rottura, sperando che arrivi prima della fine della scuola. Quand’è che sono diventata così stronza? Il mio obiettivo, musica nelle orecchie, è mantenere uno stato di calma interiore che mi permetta di sopportare quei trenta minuti infiniti di immersione nel mondo adolescenziale, fatto di apparecchi, brufoli e sopracciglia depilate sia per lui che per lei, riuscire a non farmi pestare i piedi, o schiacciare tra gli zaini, e uscirne indenne.

Le lezioni di tennis alla mattina sono, ormai, solo un bel ricordo.

Le mie conoscenze. Entro in contatto con la gente che conta, con persone dello spettacolo, faccio parte di un mondo surreale. Termini quasi esatti, forse un po’ da ridimensionare per l’idea generale che parole di questo tenore possono evocare nell’immaginario collettivo. Non ho incontrato George Clooney e nemmeno Obama. Il concetto va adattato ad un contesto cittadino-paesano.

Il pranzo. Preparo il mio fagottino la sera prima: per risparmiare tempo e denaro mi porto il panino da casa. Lo preparo facendo attenzione che sia il più leggero possibile perchè voglio sfruttare questi mesi per fare un po’ di dieta in vista della prova costume. Consumo il mio pasto nella squallida cornice della fermata del pullman davanti alla strada che mi riporterà a casa.

Almeno la sera ho più tempo libero da dedicare ai libri e, naturalmente, al tennis. 

Il dopocena. Non ho mai avuto un atteggiamento propriamente giovanile ma ultimamente il mio spirito da novantenne si mostra ancora più marcato e prevarica il mio corpo da ventinovenne. Mi addormento in poltrona alle nove e mezza, di solito con la settimana enigmistica in mano. Non prendo nemmeno più in considerazione l’idea di vedere un film in tv, tanto non arriverei sveglia nemmeno alla fine del primo tempo. Mi trascino in camera, preparo la sveglia per il giorno dopo, leggo due pagine e cado in coma profondo.

Per i prossimi mesi questa sarà la mia routine.

Ciò che è cambiato è che vorrei che non cambiasse.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...