Paris je t’aime!

Una settimana fa a quest’ora stavo seduta su una panchina azzurra, tentando di rimanere più ferma possibile nonostante il freddo, mentre un bizzarro artista poliglotta, amante del vino mi ritraeva nel suo stile da nuovo Van Gogh nella caratteristica piazzetta di Montmartre.

Oggi, trascorsi sette giorni, sulla sedia marroncino-beige davanti alla mia scrivania, ancora risento della depressione post rientro.

Son stati poco più di tre giorni ma talmente intensi e carichi di esperienze che difficilmente riuscirei a rendere a parole tutto ciò che ha rappresentato questo viaggio. Farò comunque un tentativo sperando così di trattenere più a lungo emozioni e impressioni e, perchè no, magari convincere qualcun altro, in futuro, a provarle.

Il primo viaggio in aereo! Dubito che qualcuno alla mia età possa non avere ancora provato questa esperienza quindi non starò a tediarvi con troppi dettagli ma perfino prendere la xamamina prima di partire è stato emozionante! La fila per il controllo del bagaglio, le hostess che indicano le uscite di sicurezza, la partenza, il decollo, vedere tutti i paesini dall’alto!

L’arrivo a Parigi. L’agitazione per prendere la metro, fare il biglietto, scegliere la linea giusta, non capire una parola di francese e nonostante tutto dopo un’ora sentirsi già padroni della città.

L’arrivo in albergo e la fretta di riuscire. Riprendere la metro e scoprire che non sta solo sottoterra. E salendo in superfice vedere la Tour Eiffel completamente illuminata. Che spettacolo! La paura in ascensore per salire in cima e la vista mozzafiato dall’alto…il freddo! Il ragazzo inginocchiato che chiede la mano della fidanzata sotto la torre…un clichè, sì, ma che romantico.

La sveglia il giorno dopo. Scoprire che alle 8 è ancora buio e vedere i comignoli che fumano sui tetti. Camminare per strade assurdamente deserte e arrivare all’arco di trionfo e trovarci la folla. Passeggiare per gli Champs-Elysees sotto la pioggia. Le baguette farcite e le crepes alla nutella. I giardini, i ponti sulla Senna, il Louvre e perfino la Gioconda. Non è per niente deludente, come molti sostengono, trovarsi davanti all’opera d’arte forse più famosa al mondo. E poi entrare in mille negozietti di souvenir e non comprare niente per la sua gioia.

L’arte moderna al Centre Pompidou e la messa a Notre Dame. Voler vedere più cose possibili perchè sai di avere poco tempo e arrivare a sera con la schiena a pezzi, e sentirsi già tristi perchè la vacanza sta per finire.

Godersi l’ultimo giorno, finalmente col sole, e rifare i bagagli.

Non me la cavo granchè con la letteratura di viaggio e quest’articolo avrà lo stesso effetto di una serata trascorsa a vedere diapositive di vacanze altrui; affascinanti solo per chi le ha scattate.  

Il bello dei viaggi è farli, non farseli raccontare. Ma il mio compito qui é scrivere e quindi convincervi che è bello anche leggerli.

E se non ci fossi stato tu questa storia non sarebbe mai stata scritta.

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