Erreunoicsquadratocerchio

Dialogo tra una beginner e un native speaker del pianeta pes.

Mi scuso in anticipo con tutti quelli che si domanderanno il significato dell’80% delle parole che scriverò: non troverete note a piè di pagina, le ignoro io stessa.

Dopo anni di visione passiva di partite virtuali e altamente improbabili come Steaua Bucarest-Galatasaray, Hull City-Getafe, Auxerre-Schalke 04, Cagliari-Brasile (!), dopo infinite domeniche pomeriggio trascorse a vedere replay di gol impossibili, incredibili, straordinari, “questo lo voglio rivedere assolutamente!”, dopo aver imparato che si dice “sciot accurasi” e non “sciot àccurans”, e dopo averne perfino assimilato il significato, ho pensato che fosse arrivato il momento di provare con mano e cercare di capire cosa possa esserci di così divertente in questo gioco da rimanere incollati allo schermo intere serate.

Joy pad alla mano e tutor al mio fianco ho giocato la mia prima partita a pes!

Naturalmente una partita alla pari. Non Brasile-Argentina ma Laura-Valeria, ragazza contro ragazza.

Prepartita. Il mio coach: “Ics per passare, quadrato per tirare”. Io: “Ma che differenza c’è?!” E con questa frase tutto ebbe inizio.

Altro che azioni memorabili e gol da replay. I nostri giocatori sembravano smarriti senza i loro padroni a dirigerli, correvano nel campo senza uno scopo, si scontravano l’uno con l’altro senza sapere cosa fare, a mala pena riuscivano a prendere la palla e quelle poche volte che capitava era un disastro. Pallonate in faccia ai nostri stessi compagni, continui falli laterali e, inutile dirlo, nemmeno un gol o qualcosa che si avvicinasse a un’azione da gol.

Il risultato di questo test: alla fine della prima partita eravamo già entrate nel tunnel, ne abbiamo voluto fare subito un’altra e poi un’altra ancora; volevamo segnare a tutti i costi ma la scena era sempre la stessa: penoso caos apocalittico.

Il gioco, se così si può definire quella frenesia di mani contratte che schiacciano tasti a caso senza una logica, quella sorta di balletto per cui ti muovi insieme al joypad sperando che così facendo i giocatori vadano nella direzione voluta e quel contorno di voci maschili sofferenti che incitano: “non così!”, “passa!”, “perché hai schiacciato ics?!”, “più piano!” “meno quadrato!”, ci stava assorbendo totalmente. Solo la cena è riuscita a farci smettere.

Eppure, una volta spento, la mia domanda è rimasta irrisolta e come se fossi stata ricatapultata dal pianeta pes al mio, totalmente inconsapevole di cosa fosse accaduto, ho continuato a chiedermi: “cosa ci troveranno di bello?!”

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3 risposte a Erreunoicsquadratocerchio

  1. giogumundialli ha detto:

    ciao lau… questo è l’articolo migliore di sempre… 🙂

  2. IlDottori ha detto:

    Anche io ci sono! ti sei dimenticata jump pauer! Ahah

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